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Giustizia per tutti

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Anche il coniuge separato ha diritto al risarcimento per la morte dell’altro coniuge.

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Lo ha stabilito la Corte di cassazione con una recente sentenza ( Cassazione sezione I penale sentenza del 17 gennaio 2013 n.2597) nella quale si è affermato il suddetto principio, peraltro evidente. Ed infatti,  ha statuito la Cassazione, la separazione di per sé non è di ostacolo al riconoscimento del risarcimento del danno non patrimoniale subìto  dal coniuge separato  in caso di morte  dell’altro.

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L'uso prolungato del cellulare e del cordless fa male

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Il cellulare ed il cordless fanno  male!!

Lo ha confermato la Cassazione con  sentenza n. 17438/2012 nella quale per la prima volta in Italia si è affermato che l’uso continuato del cellulare ( ed anche del cordless) può portare a sviluppare un tumore.

La  sentenza trae origine dal ricorso     proposto  da un manager aziendale contro l’INAIL  onde ottenere il riconoscimento di una rendita per malattia professionale per essere stato costretto per anni (12) , per  ragioni di lavoro, a stare al telefono cellulare o a quello mobile fisso ( il cd. cordless)  per circa 5-6 ore al giorno, sviluppando per tale motivo un tumore  al nervo  cranico   trigemino. 

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La responsabilità è del Comune se un passante inciampa sul marciapiede

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Lo ha confermato la Cassazione civile , sez. III, sentenza 06.06.2008 n° 15042, con un’ennesima sentenza sulle insidie stradali in cui ha stabilito e confermato la responsabilità dell’ente comunale per i danni provocati dalle cose che ha in custodia, quali le strade ed i relativi marciapiedi.    

Nel caso che ha dato origine alla sentenza, la Cassazione   ha ritenuto che Il   difetto costruttivo del piano stradale, consistente in un rilevante dislivello fra le lastre di copertura, è da ritenere causa strutturale, quindi fonte di responsabilità da cose in custodia, ove abbia in concreto creato inciampo e provocato la caduta di un passante.  

 

L’EUROPA BACCHETTA L’ITALIA SULL’INESISTENTE RESPONSABILITA’ CIVILE DEI MAGISTRATI.

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La Corte di Giustizia Europea, con sentenza 24 novembre 2011 (C-379/10), insiste sull’auspicabile riforma della normativa italiana che regola la responsabilità civile dei magistrati, ovvero l’ art. 2, l. n. 117/1988, limitatamente ai soli casi di dolo o colpa grave del giudice.

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Riordino del Settore Turistico.

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Il 5 maggio il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo di riordino del settore turistico. Il "Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo" contiene disposizioni normative tese ad aggiornare la materia del turismo, alla luce della riforma del Titolo V della Costituzione.

In particolare, il decreto (che abroga la principale fonte normativa che ha fin qui disciplinato il settore, la legge quadro 29 marzo 2001, n. 135) rielabora il concetto di impresa turistica, finora limitato alle imprese recettive, per includervi anche settori come agenzie di viaggio e tour operator ed equipara le imprese turistiche a quelle industriali ai fini del riconoscimento di contributi, sovvenzioni, agevolazioni di qualsiasi genere.

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Il coerede che possiede il bene, lo può usucapire nei confronti degli altri coeredi.

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Il coerede che dopo la morte del dante causa possieda in termini esclusivi l'immobile  in eredità può, può, fino a che non intervenga la richiesta  di divisione del bene da parte degli  altri coeredi,  usucapire  la quota di questi ultimi. Perchè ciò succeda occorre che il coerede  abbia goduto per venti anni il bene medesimo come se fosse tutto il suo,  ovvero come se fosse l'unico proprietario, rendendo  dunque il suo  possesso sul bene  esclusivo. E' quanto stabilisce una sentenza di cassazione del 25 marzo del 2009 n. 7221 che però precisa che a tal fine non è sufficiente che gli altri partecipanti all'eredità si siano astenuti dall'uso della cosa, occorrendo pur sempre una manifestazione esterna da parte dell'unico possessore di tale sua volontà di possesso esclusivo, come per esempio, cedere il bene in locazione a terzi.  Ed è anche ovvio che sarà solo da tale momento, ossia dall'estrinsecazione esterna della volontà di possesso esclusivo, che inizierà a decorrere il termine ventennale necessario per l'acquisto del bene per usucapione.

 
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