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Giustizia per tutti

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Anche il coniuge separato ha diritto al risarcimento per la morte dell’altro coniuge.

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Lo ha stabilito la Corte di cassazione con una recente sentenza ( Cassazione sezione I penale sentenza del 17 gennaio 2013 n.2597) nella quale si è affermato il suddetto principio, peraltro evidente. Ed infatti,  ha statuito la Cassazione, la separazione di per sé non è di ostacolo al riconoscimento del risarcimento del danno non patrimoniale subìto  dal coniuge separato  in caso di morte  dell’altro.

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La responsabilità è del Comune se un passante inciampa sul marciapiede

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Lo ha confermato la Cassazione civile , sez. III, sentenza 06.06.2008 n° 15042, con un’ennesima sentenza sulle insidie stradali in cui ha stabilito e confermato la responsabilità dell’ente comunale per i danni provocati dalle cose che ha in custodia, quali le strade ed i relativi marciapiedi.    

Nel caso che ha dato origine alla sentenza, la Cassazione   ha ritenuto che Il   difetto costruttivo del piano stradale, consistente in un rilevante dislivello fra le lastre di copertura, è da ritenere causa strutturale, quindi fonte di responsabilità da cose in custodia, ove abbia in concreto creato inciampo e provocato la caduta di un passante.  

 

L’EUROPA BACCHETTA L’ITALIA SULL’INESISTENTE RESPONSABILITA’ CIVILE DEI MAGISTRATI.

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La Corte di Giustizia Europea, con sentenza 24 novembre 2011 (C-379/10), insiste sull’auspicabile riforma della normativa italiana che regola la responsabilità civile dei magistrati, ovvero l’ art. 2, l. n. 117/1988, limitatamente ai soli casi di dolo o colpa grave del giudice.

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DANNO DA VACANZA ROVINATA : RISPONDE SEMPRE IL TOUR OPERATOR

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Lo ha stabilito, confermando un orientamento della Cassazione ormai costante ( perchè oltretutto fondato sul codice del consumo), il Giudice di Pace di Salerno, avv. Luigi Vingiani.

Ha dunque stabilito il Giudice in sentenza che, in materia di risarcimento del danno da vacanza rovinata, sulla scorta della disciplina stabilita negli articoli da 82 a 100 del D.lgs. 6 settembre 2005 n. 206 (Codice del Consumo) e in particolare nell'art. 93 (mancato o inesatto adempimento):

a)  grava sull'organizzatore (ovvero sul Tour operator) l'onere della prova della non imputabilità a sé dell'impossibilità della prestazione;

b)  è  all'organizzatore del viaggio che il cliente può e deve "comunque" rivolgersi per il risarcimento, anche nel caso in cui il danno sia stato in tutto o in parte patito ad opera del prestatore di servizi di cui l'organizzatore stesso si è avvalso;

c)  l'organizzatore può solo rivalersi nei confronti del prestatore di cui si è avvalso, per i danni che è stato costretto a risarcire al cliente e che si presume siano riferibili al "prestatore esterno" o terzo". 

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CASALINGA ED INFORTUNIO: RIBADITO IL DIRITTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO

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Con la sentenza n. 16896/2010 la Corte di Cassazione, ribadendo un consolidato orientamento giurisprudenziale in tema, ha sancito che: " La casalinga, pur non percependo reddito monetizzato, svolge tuttavia un'attività suscettibile di valutazione economica, sicchè va legittimamente inquadrato nella categoria del danno patrimoniale (come tale risarcibile autonomamente rispetto al danno biologico) quello subìto in conseguenza della riduzione della propria capacità lavorativa".

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ERRATA DIAGNOSI DEL MEDICO? SCATTA L’OBBLIGO A RISARCIRE IL DANNO! INTERRUZIONE DELLA GRAVIDANZA E DANNO DA VITA INDESIDERATA

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La recente giurisprudenza, ha stabilito che “ogni volta in cui il diritto alla vita venga leso scatta l’obbligo al risarcimento”. Ma in che termini si può ledere una vita?

Con la sentenza num. 10741 del 2009 la Cassazione Civile ha statuito   la titolarità del diritto alla vita da parte del nascituro. Se dunque tale diritto   viene in qualche modo ostacolato o lesionato a causa di una inesatta informazione medica, o nello specifico da una inesatta diagnosi,  scattare l’obbligo al risarcimento a favore del nascituro.

Bisogna però sottolineare che, nonostante la legge italiana tuteli sempre la vita in ogni sua forma,  viene comunque riconosciuta alla madre la “libera scelta se portare o meno a termine la gravidanza laddove eventi esterni concorrino ad arrecarle evidenti problematiche.

Si pensi al caso in cui un medico diagnostichi -correttamente-una grave malformazione del feto durante i primi mesi di gestazione. La madre, potrà decidere se interrompere o meno la gravidanza (L. 22 maggio 1978, n. 194 -legge sulla interruzione di gravidanza-):

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