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SUCCESSIONE : REGOLE GENERALI

La successione si apre al momento della morte, nel luogo dell'ultimo domicilio del defunto ( art. 456 del codice civile). Che cosa significa ciò? Significa che tutti i problemi legati alla successione di qualcuno saranno risolti dal giudice del luogo ove era il suo domicilio  al momento della morte ( luogo  che non coincide necessariamente con la residenza del de cuius, essendo quello in cui si svolgevano i suoi  affari e interessi) .  Una  volta aperta la succesione, l'eredità si devolve per legge ( successione legittima) o per testamento ( nel caso che il de cuius lo abbia lasciato).

 

Non si fa luogo alla successione legittima se vi è testamento, il quale comunque non può pregiudicare ( se non per la quota disponibile di un terzo) i diritti dei legittimari, di coloro cioè cui la legge riserva in ogni caso una quota di eredità. Per essere più precisi , i legittimari sono: il coniuge, i figli legittimi e naturali ( ai quali sono equiparati gli adottivi) e gli ascendenti legittimi.

Se alcuno di coloro cui per legge o per testamento è destinata una quota dell'eredità ( o l'eredità tutta )  non può ( perchè per es. è morto) o non vuole accettare l'eredità,   interviene l'istituto della rappresentazione ( art. 467 c.c.)  che afferma che a   quest'ultimo subentrano ( nella sua stessa identica posizione di successore ) i suoi discendenti legittimi e naturali.

Attenzione però: la rappresentazione non opera ( per   volontà del legislatore espressa all'art. 468 del c.c. ) nel caso che la persona cui ci si vuole sosituire non sia un discendente, o un fratello o sorella del defunto, ma il coniuge di questi.  Ciò  significa che se il de cuius non ha  parenti  ed il coniuge è premorto, i  discendenti di quest'ultimo non possono vantare alcun diritto sulla  eredità  del de cuius che, in mancanza  di parenti entro il sesto grado, viene devoluta allo stato ex art. 586 del codice civile.

Il diritto di accettare l'eredità si prescrive in dieci anni che decorrono dal momento dell'apertura della successione. Ciò significa che se  al momento della morte non si sa se il de cuius  lasci  parenti  entro il sesto grado in grado di accettarla , la sua eredità è considerata dalla legge "giacente" e, su istanza di chi ne ha interesse o anche di ufficio,  il Giudice del luogo di apertura della successione provvede alla nomina di un curatore della stessa, che l'amministra in attesa di eventuali accettazioni  o della devoluzione allo stato.

 
banavv

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