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DANNO DA VACANZA ROVINATA

DANNO DA VACANZA ROVINATA: LA TUTELA DEL TURISTA.
La normativa disciplinante il contratto di viaggio si rinviene a livello internazionale nella relativa Convenzione  del 1970, ratificata dall’Italia con la legge 1084/1977, che sancisce a carico dell’organizzatore del viaggio una vera e propria culpa in eligendo, laddove prevede che il tour operator è responsabile della buona esecuzione del contratto di viaggio, anche nei casi in cui gli obblighi derivanti dal predetto contratto debbano essere eseguiti da altri prestatori di servizi.
A nulla quindi vale il tentativo  del tour operator di scaricare sui soggetti terzi  prestatori di servizi  connessi – quali ad esempio alberghi, compagnie aeree, ecc. – la responsabilità degli spiacevoli episodi  subiti durante la villeggiatura dal turista.


Attualmente tale normativa, pur non essendo più applicabile ai pacchetti turistici prodotti, offerti in vendita o venduti, rispettivamente, dall’organizzatore o dal venditore soggetti alle disposizioni del codice del consumo entro cui è stato trasfuso il  
 D.lgvo n. 111/95 attuativo della Direttiva CE  n. 90/314,   continua ad applicarsi tra quegli stati extracomunitari firmatari o comunque aderenti alla convenzione.  
La normativa di cui al codice del consumo, relativa ai viaggi, alle vacanze e ai circuiti c.d. “all  inclusive”, i c.d. “pacchetti turistici”,  garantisce al malcapitato turista una maggiore tutela e una serie di diritti,  quali il recesso nel caso di modifiche dei termini  contrattuali e di revisione del prezzo ( che non può subire una variazione superiore al 10% del prezzo originario)  da parte del tour operator.   Prevede inoltre: 1)  la possibilità di cedere il  contratto  ad altri,  in ipotesi di impossibilità per il consumatore di usufruire del pacchetto turistico acquistato ( cessione da effettuare  però tassativamente entro il termine di quattro giorni prima della partenza); 2)  il recesso del consumatore  per ragioni al medesimo estranee e riconducibili al tour operator, che dovrà rimborsare l’intera somma versata dal cliente; 3) ed infine il risarcimento danni conseguente all’inesatto adempimento ed all’inadempimento del tour operatore al contratto di viaggio. Per reclamare al tour operator l’inadempimento o anche solo l’inesatto adempimento al contratto di viaggio, il turista dovrà  contestare tempestivamente, già  sul luogo della villeggiatura,  i disagi e le difformità riscontrate,  al fine di mettere l’operatore turistico nella condizione di porre rimedio ai disguidi creati, predisponendo adeguate e consone alternative.  In ogni caso, entro 10 giorni dal ritorno dalla vacanza, il turista dovrà inviare all’operatore turistico una formale contestazione attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno. Entro e non oltre un anno dal rientro nel luogo di partenza, il turista dovrà esperire l’azione risarcitoria contro il tour operator. Il termine di prescrizione sopra richiamato si estende, invece, a tre anni dal momento del ritorno nel luogo di partenza, nelle ipotesi di danni alla persona,  che dovranno comunque essere dimostrati da idonea documentazione medica.
E’ ovvio però che il risarcimento non è previsto nel caso che i danni al turista siano determinati da circostanze oggettive, assolutamente estranee alla volontà del tour operator o di soggetti dell’operato dei quali lo stesso debba rispondere.
In linea generale, è infatti possibile affermare che ogni volta in cui l’autorità giudiziaria ha riscontrato come causa della sventurata vacanza un evento indipendente dalla volontà del tour operator, come  ad esempio le condizioni metereologiche o situazioni sgradevoli attribuibili  alle caratteristiche del luogo di villeggiatura,  è stato escluso il risarcimento dei danni in favore del consumatore, fermo restando, in ogni caso, il severo obbligo di informazione a cui è tenuto l’operatore turistico.
Ai sensi del codice del consumo si intende  per:
a) organizzatore di viaggio, il soggetto che realizza la combinazione degli elementi di cui all'articolo 84 e si obbliga in nome proprio e verso corrispettivo forfetario a procurare a terzi pacchetti turistici;
b) venditore, il soggetto che vende, o si obbliga a procurare pacchetti turistici realizzati ai sensi dell'articolo 84 verso un corrispettivo forfetario;
c) consumatore di pacchetti turistici, l'acquirente, il cessionario di un pacchetto turistico o qualunque persona anche da nominare, purché soddisfi tutte le condizioni richieste per la fruizione del servizio, per conto della quale il contraente principale si impegna ad acquistare senza remunerazione un pacchetto turistico.
2. L'organizzatore può vendere pacchetti turistici direttamente o tramite un venditore.
Ai sensi dell’art. 84 del codice del consumo,  i “pacchetti turistici” hanno ad oggetto i viaggi, le vacanze ed i circuiti tutto compreso, risultanti dalla prefissata combinazione di almeno due degli elementi di seguito indicati, venduti od offerti in vendita ad un prezzo forfetario, e di durata superiore alle ventiquattro ore ovvero comprendente almeno una notte:
a) trasporto;
b) alloggio;
c) servizi turistici non accessori al trasporto o all'alloggio di cui all'articolo 86, lettere i) e o), che costituiscano parte significativa del pacchetto turistico.
2. La fatturazione separata degli elementi di uno stesso pacchetto turistico non sottrae l'organizzatore o il venditore agli obblighi della presente sezione.
La forma del  del contratto di vendita di pacchetti turistici deve essere sempre scritta. 

 
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