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SI DELLA CORTE DI APPELLO DI NAPOLI ALL’ADOZIONE RECIPROCA DEI FIGLI DA PARTE DI DUE DONNE FRANCESI

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La Corte d'appello di Napoli, con recente ordinanza ( del 30/03/2016, depositata il 05/04/2016) , ha ordinato la trascrizione di due sentenze francesi di adozione incrociata  dei figli di due donne,   coniugate, che ne avevano fatto richiesta (  ovvero: ognuna aveva richiesto, ed ottenuto,  l’adozione del figlio dell’ altra).     

Questi i fatti:  due donne, unite da una relazione affettiva  da oltre 30 anni,  con una pratica di inseminazione artificiale partorirono due figli. Convolavano  poi  a nozze innanzi all'Ufficiale di Stato Civile di  un comune della Francia. Successivamente,   il Tribunale civile di Lille, compulsato dalle due donne,  emetteva due sentenze di adozione dei rispettivi figli da parte di ciascuna madre. Sentenze   divenute definitive e dichiarate esecutive.  A maggio scorso, dunque, le donne si rivolgevano all'Ufficiale di Stato Civile italiano per chiedere la trascrizione di dette sentenze di adozione, ma la loro  richiesta veniva rigettata dal Sindaco ove elle abitavano in quanto:  “le sentenze di adozione richiamavano come evento relativo alla filiazione il matrimonio contratto in Francia, che era improduttivo di effetti in Italia”.  Tale tesi del sindaco veniva confermata dal Tribunale di Avellino a cui ricorrevano le due madri.  Nel frattempo, però, il matrimonio delle due donne veniva trascritto nei registri dello Stato Civile del loro Comune di residenza a seguito del  provvedimento della Corte d'appello di Napoli a cui si erano rivolte le donne.  Le stesse, dunque, si rivolgevano nuovamente a tale  Corte per richiedere, avverso la sentenza del Tribunale di Avellino,  il riconoscimento delle sentenze di adozione.

E la Corte  di Appello di Napoli, dimostrandosi all’avanguardia  e degna rappresentante della tradizione giuridica partenopea, ha ritenuto possibile il riconoscimento ed ha ordinato all’Ufficiale di Stato civile la trascrizione delle due sentenze.  Nella specie, la Corte ha ritenuto  che  si trattasse  di “adozione nazionale straniera francese da parte di due donne coniugate dei rispettivi figli biologici, che secondo la loro legge personale (artt. 343 e ss.code civil) possono adottare in forma piena e legittimante un minore, compreso il figlio minore dell'altro coniuge”.

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Il bambino conteso di Padova, prelevato con la forza dalla polizia: un'altra bella pagina di Storia

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Intelligente, vivace e simpatico. Sono gli aggettivi che i giudici della sezione civile minori della Corte d'Appello di Venezia usano per descrivere il bambino di Padova, di soli 10 anni, prelevato ieri con la forza dalla Polizia mentre era a scuola,  in esecuzione   del provvedimento dei predetti magistrati. Con tale provvedimento, i giudici  hanno deciso l'affidamento esclusivo del bimbo al padre in base alle risultanze di una perizia psichiatrica - una C.T.U., per intenderci - secondo cui il bimbo, a causa del condizionamento psicologico della madre, soffre  della sindrome di alienazione genitoriale, detta "PAS", ovvero rifiuta la figura genitoriale paterna in maniera talmente patologica  da rendere necessario, per la sua "guarigione":  1) togliere l'affidamento del minore alla madre, per darlo in via esclusiva al padre,  2) prelevarlo coattivamente    dalla sua abitazione e dal suo mondo affettivo, amicale e   sociale abituale 3) e, dulcis in fundo,   portarlo in un ambiente,  definito dai giudici "neutro", quale una casa famiglia! Il tutto, è ovvio, per la sua "guarigione"!  

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