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Ti trovi su GiustiziaPerTutti.com Famiglia Separazione e Divorzio Il genitore separato ha l'obbligo di mantenimento dei figli anche se è disoccupato

Il genitore separato ha l'obbligo di mantenimento dei figli anche se è disoccupato

 E’ quanto statuisce da sempre la Cassazione civile con sentenze pressoché conformi, riprese dai Tribunali civili di tutta l’Italia. In caso di separazione tra i coniugi, stabilisce la Cassazione, il contributo economico del genitore disoccupato al mantenimento della prole sarà minimo ma in ogni caso sarà disposto dal Giudice, che farà riferimento alla sua capacità di lavoro generica. La Cassazione a tal proposito afferma che a seguito della separazione personale dei coniugi, la loro prole ha un vero e proprio diritto ad un mantenimento tale da garantire un tenore di vita corrispondente alle risorse economiche della famiglia ed analogo, per quanto possibile, a quello goduto prima della separazione dei genitori. Ed al rispetto di tale diritto i genitori non possono sottrarsi adducendo la loro disoccupazione.

Ed infatti, anche secondo il Tribunale di Novara ( sentenza 11/02/2010) i genitori, anche dopo la separazione, non possono venir meno ai doveri verso i figli di cui all’art. 147 del codice civile, che impone loro di mantenere istruire ed educare i medesimi. E dunque impone ai genitori non solo di mantenere economicamente i propri figli ma anche di dar loro valori e principi e garantirgli una istruzione. L’obbligo dei genitori verso i figli è dunque composito e non è riconducibile al mero obbligo alimentare, essendo esteso all’aspetto abitativo, scolastico, sportivo, sanitario, sociale, all’assistenza morale e materiale ed alla opportuna predisposizione di una stabile organizzazione domestica, idonea a rispondere a tutte le necessità di cura ed educazione. Ebbene, anche dopo il fallimento dell’unione coniugale, tale obbligo permane per intero ed allo stesso il genitore separato deve far fronte, quantomeno nella sua accezione economica, abbia o meno una stabile occupazione. Non può pertanto addurre come scusa la sua disoccupazione. Potrà fare lavori occasionali, chiedere soldi ai suoi prossimi parenti, chiedere aiuto allo stato ( sussidi di disoccupazione) un prestito, quello che sia , alla Legge non importa, ma deve contribuire al mantenimento dei suoi figli, avendo la responsabilità di averli messi al mondo. Pertanto lo stato di disoccupazione del genitore separato non affidatario, o presso cui la prole non è collocata, “non può comunque giustificare il venir meno dell’obbligo di mantenimento, il quale, in assenza di altri parametri, va quantificato ( dal Giudice civile ) sulla scorta della capacità lavorativa generica”.

Ebbene,  questo principio è ovvio dal punto di vista  civile, ma dal punto di vista penale, no. Ed infatti a tal proposito la Cassazione penale afferma, giustamente, che la disoccupazione costiuisca una causa di giustificazione che assolve dalla condanna al delitto di cui all'art. 570 del codice penale ( violazione degli obblighi di assistenza familiare ). Ed anche dal punto di vista civile  tra il dire ed il fare c'è di mezzo.... la nullatenenza, il più delle volte,  del disoccupato che rende inutile l'escussione coatttiva da parte dell'altro coniuge.  

 

 
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